In molti casi, ad esempio di fronte ad un distacco della retina, sia esso semplice o complicato, nella retinopatia diabetica, con o senza distacco di retina, nelle uveiti, nel caso di membrana epirretinica, nel foro maculare completo, vi è una chiara indicazione alla vitrectomia. Si tratta della chirurgia del segmento posteriore del bulbo oculare, la cavità vitreale, con la quale si provvede all’asportazione del gel vitreale. Gli interventi della specie sono oggi attuabili mediante diverse tecniche mininvasive che utilizzano strumenti di calibro ridottissimo e incisioni autosigillanti di mezzo millimetro che non richiedono suture.

La sicurezza di queste metodiche è ormai più che accertata, mentre il recupero funzionale è sicuramente più rapido e con minori infiammazioni intraoculari, così come risulta più agevole il decorso post intervento, peraltro in presenza di una prevalente quota di interventi eseguiti in anestesia loco regionale e una sedazione ben tollerabile e tempi di ricovero limitati.

Dopo una accurata diagnosi, data l’indicazione all’intervento della specie, il paziente riceve ogni utile informazione circa il tipo di atto chirurgico da eseguire e se il regime è quello del DAY HOSPITAL, e di seguito al consenso informato verranno eseguiti gli accertamenti clinici collegati (esami del sangue, visita dall’anestesista ed eventualmente del cardiologo o diabetologo). Le terapie di sostegno e susseguenti sono decise dal chirurgo tenendo conto che tutti i pazienti sono sottoposti a copertura antibiotica orale per i primi 4 giorni post-intervento, e soggetti a instillazione di colliri antibiotici – antinfiammatori per circa un mese dopo l’intervento.
La sequela successiva del paziente segue una programmazione precisa fino al terzo mese successivo all’intervento.